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Il Carbone Bianco Giapponese

Il Giappone ha una lunga tradizione basata sul carbone vegetale prodotto dal legno di querciaUbame” (Quercus phillyraeoides). Fin dall’epoca Edo nella Prefettura di Wakayama nella città di Minabe si continua a produrre il carbone bianco di maggiore qualità, il binchō-tan carbone pretuberante o carbone di legno duro. Per la sua produzione ci vuole molto tempo: un ciclo di fabbricazione di circa 400 chilogrammi di binchō-tan richiede 15 giorni. Questo ciclo inizia con la raccolta del legno che viene prima messo con cura nel forno e riscaldato a circa duecento gradi per circa dieci giorni, con un apporto minimo di ossigeno. Questo apporto minimo di ossigeno fa sì che il legno non bruci ma si decomponga formando una composizione quasi completamente pura di carbonio che arriva al 95 per cento. Quando il fumo esce dal forno, mantenuto a una temperatura di non meno di mille gradi, il legno si è decomposto e l’apporto di ossigeno è aumentato. Il passo finale è quello di far rotolare il carbone ancora incandescente nella cenere e nella sabbia, dandogli il suo caratteristico aspetto grigio-bianco.

 

La finezza e l’alta qualità riconosciuta internazionalmente a questo prodotto tradizionale, si ottiene dunque senza nessuna sostanza chimica durante il processo di produzione, e di conseguenza, non ci sarà durante l’utilizzo lo sviluppo di fumo, mentre la quantità di cenere è di circa l’1,8.
Per la sua percentuale di carbonio incredibilmente alta, che assicura una composizione quasi pura, il il binchō-tan può essere usato per la cottura dei cibi perché diventa attivo a lenta combustione senza emanare odori sgradevoli, polveri, o altri inquinanti e per questo è il favorito nelle cucine dei grandi chef.

Ma il binchō-tan non viene usato solo come combustibile, ma può essere utilizzato anche come filtro d’aria avendo la caratteristica di assorbire l’umidità diventando un eccellente regolatore del vapore acqueo.
Deionizzando l’aria agiste in sostanza come una spugna essendo microporoso, catturando e trattenendo le sostanze tossiche sia in forma liquida che in forma gassosa presenti negli ambienti.

Andando poi ad approfondire scopriamo ben altri benefici e vantaggi nell’uso del carbone bianco giapponese: assorbe gli odori sgradevoli del cibo cucinato e quelli sedentari all’interno del frigorifero; se ingerito aiuta a diminuire le tensioni, i gonfiori intestinali e normalizzando le nostre funzioni depura l’organismo; all’interno dei dentifrici il carbone bianco giapponese è uno sbiancante naturale per i nostri denti, ma allo stesso tempo elimina i batteri responsabili dell’alito cattivo e della carie; può essere alla base di shampoo, lozioni, deodoranti, prodotti per il bagno o di bellezza, rivelandosi un elemento attivo sulla regolazione dei batteri e delle tossine presenti sulla nostra pelle; essendo più duro del normale carbone viene usato per strumenti musicali come il tankin “xilofono in carbone” dal suono metallico.

 

Ora, se frantumato in polvere e diluito/spalmato/inserito negli impasti e resine naturali per ottenere finiture, pavimenti, pareti, coperture di mobili e oggetti, possiamo pensare di avere delle superfici attive nell’abbattimento degli inquinanti presenti nelle nostre abitazioni? E questo l’ambito di intervento di AAG con il binchō-tan per i prossimi anni, convinti che sia l’unione/integrazione dei materiali “intelligenti” a creare le nuove risorse per il futuro.

 

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