Materica_4

|M|T|Z|
La Metallizzazione della Materia 

Gli oggetti di design di varia natura si sono arricchiti nel tempo con le lavorazioni dell’Industria che da sempre ricerca e sperimenta soluzioni per trasformare un’idea in prodotti rappresentativi e dall’estetica evoluta. Ma quando i percorsi innovativi raggiungono una stabilità produttiva e sono a disposizione di tutti collocano il avoro del designer nel déjà vu, dove il re-design la fa da padrone. Il rinnovo della produzione Industriale con la sua valorizzazione, aderisce oggi a concetti che ne dovrebbero aumentare la performance multifunzionale, e: brutto; kitsch; affascinante; oppure pratico che sia, il progetto di design non può sottrarsi dall’avere una sua riqualificazione nei contenuti, senza tante sovrapposizioni estetiche. Parallelamente, il lavoro progettuale per il rinnovo delle forme che ogni epoca storica porta inevitabilmente alla luce, raccoglie su di sé un’unione di elementi concreti e culturali che provengono sia dal mondo dell’estetica, sia dalle regole produttive.
Per questo il valore intrinseco degli oggetti ad uso comune o elettivo, sta attualmente percorrendo nell’Industria un viaggio che li porta ad essere costruiti con materiali poveri di varia natura, nel rispetto di un ecosistema che richiama tutti al riciclo dell’esistente, ma con associata un’estetica di alto valore. Questi materiali potrebbero essere declassati all’uso razionale e convenzionale se non fosse che alcune tecniche sostanziali si sono spostate sulla loro superfice, ri-avvolgendoli di nuova materia.

 

Fa riflettere la natura transitoria ed effimera di certi oggetti resi eterni forse più dell’esistenza stessa dell’uomo che li ha creati, grazie alla loro “seconda pelle” fatta di stratificazione nobile, protettiva e resistente. Una modalità operativa che mette in discussione il ruolo stesso dell’oggetto che non è più al servizio dell’economia del riciclo perché, una volta ri-considerato, assume caratteristiche tanto alte da far nascere prodotti che potrebbero vivere a sé stanti. Ogni giorno noi guardiamo, tocchiamo, usiamo oggetti metallizzati: packaging; prodotti cosmetici; articoli ornamentali; bigiotteria; bottoni; cornici; maniglie; parti di giocattoli o dell’automotive… Insomma la metallizzazione su qualsiasi prodotto lo trasforma in forma brillante, riflettente, metallica appunto e inoltre questa tecnica dall’elevata resistenza crea una protezione all’usura, dona una comunicazione sfavillante, e una caleidoscopica rifrazione della luce che attrae i nostri sensi.

 

La più nota versione industriale di metallizzazione è quella per sublimazione con deposizione di alluminio su superfici polimeriche, a cui in precedenza viene applicato un fondo capace di far aderire gli strati di metallo e le finiture protettive. Svolgendo un ruolo di difesa meccanica anche per supporti estremamente esili, l’operazione di far aderire alla superfice di un pezzo di materiale non metallico del metallo è una lavorazione nata per la durabilità di elementi industriali esposti alla corrosione che oggi prende vita propria e trasforma il “pezzo” di cui sopra in un progetto.

La Metallizzazione non è una novità e da tempo la si può ottenere per: placcatura; con adesivi che uniscono fogli di metallo a oggetti non metallici; per immersione in metallo fuso; per vaporizzazione nel vuoto; per elettrolisi quando l’oggetto è di materiale non metallico ma conduttore. L’aderenza di metalli nobili di varia natura stesi sulle superfici di design, ci conduce a una considerazione sul tema del re-design: l’oggetto che prende su di sé un nuovo linguaggio visivo, un nuovo significato dato dalla materia distribuita su tutte le suepieghe”. Gli oggetti iniziano a riproporsi con il valore di un’anima estetica, sono godibili e al tempo stesso ricchi caricandosi di durabilità, di eternità, dove l’apice è la nobile finitura che li trasporta nel gioco del trompe l’oeil diventando “preziosità”, anche se la loro struttura è: in legno; MDF; OSB; plastica; vetro e vetroresina; ceramica; coccio pesto; altro metallo meno nobile; carta; materiale lapideo.

 

 

 

Ma l’arricchimento estetico ed armonico di un prodotto dato dalle sovrapposizioni metalliche ci porta ora a una domanda: quanto influisce sulla forma una specifica finitura, più costosa e nobile della forma stessa?
E la risposta può essere “moltissimo” perché: dalle strutture geometriche realizzate con i più disparati materiali; da semplici stilemi ad architetture complesse; dall’ergonomia alla casualità, al nostro “vestirsi di estetica originale“, grazie all’indiscusso valore della metallizzazione ogni cosa può essere ri-conformata con un effetto emozionale.

Dalle lucidature a specchio dell’ottone, rame, alluminio, acciaio, al goffrato del corten, passando per le infinite texturizzazioni e ossidazioni, le soluzioni estetiche lasciano libere le forme di “ammantarsi di altro materiale”, riemergendo in artefatti unici nel loro genere, a volte una sorpresa in sé.

 

|M|T|Z|

In questo mercato d’eccellenza AAG ha sperimentato con MATERICA, leader mondiale nelle finiture in metallizzazione ad arco elettrico e su substratilitici” (non metallici), finiture di design che possono sostituire verniciature anche complesse per ottenere forme visive tridimensionali usando superfici piatte. È il caso della linea di termoarredi TANGRAM che, sia in grandi dimensioni che in misure più contenute con spessori di soli 2 cm, offrono un nuovo concetto di design unito a grandi prestazioni termiche, grazie alle finiture con materiali nobili e basici come l’ottone, il rame, lo zinco…

La collaborazione di AAG con MATERICA rientra in un più ampio progetto di ricerca per lo sviluppo di una proposta dedicata alla classe creativa internazionale. Con l’offerta di un modus operandi per l’uso di forme geometriche semplici, il progetto TANGRAM propone la creazione di nuove forme complesse che una volta ingegnerizzate e costruite, subiranno poi un processo di metallizzazione nel concetto del re-design.

R&S